Il tempo del sogno che si avvera....
Un viaggio indimenticabile e la scoperta di una terra
aspra e generosa.
Il mio mondo di OZ, raccontato con gli occhi del cuore.

mercoledì 19 maggio 2010

Kalbarri – Monkey Mia

Fatto! Partiti prestissimo, sveglia che fuori è ancora buio, abluzioni mattutine, colazione e…..VIA!
Di nuovo “on the road”, come esperti viaggiatori, ehi ragazzi siamo forti, eh? Guarda, i canguri! Ehhh!










Vai, vai, guida, guida…. E il gasolio scende, scende, 3 tacche sul livello,
2, 1 …..dove sarà la prima roadhouse per fare il pieno?
Troppo lontano per noi, non ce la faremo, ed ora?

“Don’t worry guys, in Australia tutto si aggiusta”, dice il saggio Freddy, che si dimostra ancora una volta all’altezza della situazione.

Ci fermiamo alla prima zona di sosta attrezzata a lato strada dove altri camperisti e viaggiatori in fuoristrada sono in pausa e Freddy fa un giro per chiedere se qualcuno ha del gasolio da venderci.
Qui i viaggiatori accorti in fuoristrada hanno spesso taniche supplementari al seguito, ma al momento nessuno è così attrezzato. Siamo comunque fortunati, con una bottiglia e un pezzo di tubo tagliato dalla gomma per il carico dell’acqua in dotazione al camper “ciucciamo” 5 litri di gasolio dal serbatoio di un camper di un gentile gruppo di persone che ci permetterà di arrivare al Billabong Roadhouse …. Che paura! Si può essere più polli di noi?
L’avevo letto mille volte che bisogna essere attenti e fare spesso rifornimento, ma questo motore beve come una spugna!













Ci godiamo le tappe del viaggio previste per la giornata:

Hamelin Pool, sembra di arrivare nel nulla, in un posto che si è fermato nel tempo.
Il Postmaster & Telegraph Office è esattamente come alla fine dell’800, anni in cui è stato costruito, e Hamelin Pool, con le sue colonie di questi strani organismi viventi chiamati stromatoliti, che sembrano normalissime rocce, ha solo qualche miliardo di anni!
Tutto è fermo, non c’è un filo di vento, solo uccellini colorati e il rumore dei nostri passi sulla spiaggia di conchiglie che formano uno spessore fino a 10 metri e che è stata utilizzata anticamente come cava da cui ricavare blocchi di mattoni di conchiglia cementati dall’acqua piovana.

Shell Beach, poco più avanti: siamo sulla terra o sulla luna?
Mi sento come una viaggiatrice del castello errante di Howl, tempo e spazio non contano.
Quello che percepisco in modo fortissimo è che io sono qui, ora e per sempre, come una piccolissima scheggia che fa parte del tutto.

My connection to this land is getting stronger and J feel it!

Comincio a sentire il bisogno di toccare la terra, sentirla sotto I piedi, odorare I profumi intensi e delicati allo stesso tempo del mare, degli animali e delle erbe che mi circondano.
Ascolto e ringrazio di essere qui.



A Eagle Bluff, un promontorio di roccia rossa e frastagliata a strapiombo sul mare di Shark Bay avvistiamo squali di piccole dimensioni e delfini che nuotano nelle acque calme e godiamo di una vista della costa indimenticabile.

Sul sentiero dove sto camminando (qui ci sono sempre sentieri e strade sterrate), ad un certo punto vengo letteralmente spostata e quasi sollevata da Freddy che mi dice di fare attenzione…. Sto quasi calpestando un serpentello piccole e all’apparenza innocuo.


“Gli australiani dicono che i serpenti piccoli sono fra i più pericolosi” dice il “Mate”. Grazie, Fre!

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